Luoghi della memoria scolpita su pietra

Là dove riposa la storia, là dove la gloria incontra la mano salda e fresca dell’eternità,
ossa e polvere hanno ancora voce, sotto il riparo d’una minuscola croce;
a quei sepolcri tentar vorrei di offrire,
con un moto commotivo profondamente umano, il mio grazie senza fine,
a chi lustro diede e dà, all’immortale cuore di Milano. […] Non siete morti, sempre vivete,
milanesi foste e milanesi resterete, orgoglio di una città che mi fece vedere la luce, grazie di cuore, e riposate in pace.
(“Nel famedio del Cimitero Monumentale di Milano”, Cristiano Comelli)

Credits: Callassino – https://www.youtube.com/watch?v=f3Kj2h1C5gw

Un giornalista, un arbitro, uno schermidore, un arcivescovo, un marionettista. Cos’hanno in comune queste personalità, così diverse tra loro?
Sono uomini e donne che rappresentano le diverse anime della città (la cultura, le professioni, l’imprenditorialità, la creatività, la scienza, lo sport), che hanno saputo onorare con la loro storia Milano, facendone grande il nome in tutti i suoi settori di attività e di sapere.
Diciannove personalità, scelte all’unanimità lo scorso 28 settembre dalla Commissione consultiva per le Onoranze al Famedio, verranno iscritte alle 11.30 di questa mattina al Famedio del Cimitero Monumentale.

Il Pantheon dei milanesi illustri ©Repubblica.it

Diciannove “Grandi milanesi”, di nascita o di adozione, come il giornalista e scrittore Giorgio Bocca, lo studioso di dialetto Claudio Bertetta, l’arbitro di calcio Giulio Campanati, il medico psichiatra fondatore del comitato di Milano della Croce rossa Italiana Cesare Castiglioni, l’avvocato e primo Presidente del Consiglio regionale lombardo e Segretario generale della Fiera di Milano Gino Colombo, il marionettista Carlo III Colla, il tenore Franco Corelli, l’insegnante e attivista dell’ANPI Alba Dell’Acqua Rossi, il medico Umberto Fazzone, la professoressa di Filosofia del Liceo Parini Andreina Franco Repellini, la giornalista Isotta Gaeta, il docente di Scienza delle costruzioni al Politecnico di Milano, “padre” dell’ingegneria sismica moderna Giuseppe Grandori, il campione internazionale di scherma Edoardo Mangiarotti, il pittore Attilio Melo, il frate francescano delegato apostolico dell’Anatolia Monsignor Luigi Padovese,  il docente di Storia contemporanea della Statale Alceo Riosa, il docente di Economia politica della Bocconi Ferdinando Targetti, i partigiani Stella Vecchio e Alessandro Vaia, e “l’ultimo degli apostoli di Sant’Ambrogio”, l’arcivescovo emerito di Milano Cardinale Carlo Maria Martini.
Diciannove persone che hanno incarnato perfettamente la vitalità di Milano, quella capacità di innovare e di pensare al futuro come uno dei caratteri distintivi della città della Madonnina, lasciandoci una lezione di fiducia per affrontare i tempi difficili.
Diciannove nomi che vanno ad aggiungersi nel Pantheon degli uomini illustri, o Famedio, secondo un fortunato neologismo coniato nel secolo scorso, alle memorie storiche considerate più rappresentative di una città che parla al mondo anche attraverso i suoi “Grandi cittadini”.

“È qui, in questo luogo meraviglioso – ha affermato il Sindaco Pisapia intervenendo alla cerimonia- che la città, guardando indietro, trova la forza per andare avanti. Milano rende omaggio e onora alcuni dei suoi cittadini più illustri, che hanno dedicato la loro vita, il loro impegno, il loro ingegno alla crescita e al progresso della nostra comunità e dell’intero Paese”.

© SILVIA MOROSI – RIPRODUZIONE RISERVATA

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