Ostello Bello. Come pesci fuor d’acqua

“…nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci” cantava Antonello Venditti nel 1978.  Un inno generazionale che tenta di fare un bilancio sulla vita dei coetanei del cantautore, che avevano vissuto il ’68 e gli anni dell’impegno e che si stavano preparando ad affrontare gli anni del riflusso. A interrogarsi sul loro destino, oggi, sono proprio dei pesci rossi. O. e B., come le iniziali dell’Ostello Bello, aperto il 13 agosto del 2011 nel cuore di Milano. Giovedì 13, nel tardo pomeriggio, i due animali sono stati prelevati da un gruppo di guardie ecozoofile dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) e spostati dalla boccia di vetro dove erano soliti vivere all’Acquario civico di via Gadio. “Mascotte della struttura” sin dal loro arrivo, i pesci sono stati regalati ai gestori dell’ostello da una cliente australiana che, avendoli vinti alle giostre durante la sua permamenza nella città, non sapeva come riportarseli a casa. Ai responsabili della struttura è stata comminata una multa di 166,67 euro per aver “fatto vivere i pesci in una boccia di vetro”, posta sopra un pianoforte.Un veterinario verificherà nelle prossime ore il loro stato di salute prima di decidere se denunciare penalmente il titolare per maltrattamento di animali, evidenziato anche dalla perdita di pigmentazione dei due pesci. Chiaro sintomo di “stress“. Il contenitore, vietato dal regolamento comunale, non sarebbe quindi a norma, in quanto i pesciolini andrebbero custoditi solamente in appositi acquari.  “Acqua in bocca” (non a caso) inizialmente da parte dei giornali su una vicenda che ha del paradossale. Non la prima che colpisce i ragazzi dell’Ostello Bello. In  rete la vicenda ha scatenato l’ironia di molti:

“I pesci interrogati sul loro stato di salute si sono chiusi in un terribile mutismo e non rispondono alle domande”

e ancora

“Già mobilitati a Milano i comitati di appoggio ai pesci rossi: in nome di Giovanni Pesce, il noto rapper Fish suonerà all’acquario civico”.

Via Facebook, l’assessorato al Benessere di Chiara Bisconti si è interessato al caso:

«Abbiamo saputo dello spiacevole episodio. Le guardie sono intervenute a seguito di una denuncia e hanno accertato che i pesci rossi vivevano in condizioni di stress».

I proprietari dell’Ostello hanno chiesto notizie di O. e B. e si sono impegnati, per riaverli, a creare un ambiente adeguato per i due animali.

«Siamo tristi e piuttosto arrabbiati. Perché bastava dirci che avremmo dovuto comprare un acquario e lo avremmo comprato. Invece no. Questi arrivano, ti sventagliano norme su norme e qualcosa di sbagliato te lo trovano sempre. Oggi è stata la volta della boccia dei pesci rossi. Faremo del nostro meglio per essere giudicati idonei».

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3 risposte a Ostello Bello. Come pesci fuor d’acqua

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