CARTOLINE MUSICALI DA MILANO – Andava a Rogoredo

Quest ca sunt dré a cuntavv, l’è ’na storia vera, de vun che l’è mai stà bún de dì de no; I s’era conossu visin a la Breda; lì l’era d’ Ruguréd e lu… su no! Un dì lu l’avea menada a veder la Fiera, la gh’eva un vestidin color del trasú; disse: “vorrei un krapfen… non ho moneta”. “Pronti!” El gh’ha dà dés chili… e l’ha vista pu! Andava a Rogoredo, cercava i suoi danée; girava per Rogoredo e vosava come un strascée: “No, no, no no, non mi lasciar, No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!” Triste è un mattin d’Aprile senza l’amore! I gh’era vegnu anca in ment d’andà a ’negass là dove el Navili l’è pussé negher, dove i barcún i poeden no ’rivà…E l’era bel fermott de giamò un quart d’ura, e l’era passà anca el temp d’andà a timbrà: “…mi credi che ’massàmm, ghe poeuss pensar sura; ’dess voo a tò i mè dés chili… poi si vedrà!”. Andava a Rogoredo, cercava i suoi danée; girava per Rogoredo e vosava come un strascée: “No, no, no no, non mi lasciar, No, no, no no, non mi lasciar, mai, mai, mai!”Testo & musica di Enzo Jannacci

Un passato proletario e un futuro fatto di alta velocità, tecnologia e nuove architetture. Sono le due anime della Stazione di Milano Rogoredo. Ieri come oggi, le tracce del passato si intrecciano con i segni di un futuro che ancora si deve realizzare, quello che riserva all´ex fermata della linea per i treni provenienti dall’allora stazione di Milano Sempione (1891), fino ad essere promossa stazione merci nel 1908 e poi passeggeri, il ruolo di secondo scalo della Metropoli. Rogoredo è oggi punto di fermata delle linee per Bologna e Pavia, e capolinea meridionale del passante ferrovioario. Il borgo di Rogoredo fu frazione di Chiaravalle fino al 1923; le sue terre appartenenvano ai Cistercensi ed ai Morsenchio, devoti vassalli dei Visconti. Ma se Chiaravalle rimase destinata alla secolare tradizione agricola di cui era stata un modello, Rogoredo fu trasformata dalla rivoluzione industriale in una borgata di operai. Da stazione più lontana dal centro (5,5 km dalla Madonnina), in un quartiere della periferia più profonda separato dalla città dalla ferrovia e dall´Autostrada del Sole, Rogoredo fu raggiunto dalla linea gialla della metropolitana solo nella primavera del 1991, un anno dopo l´inaugurazione della linea.  Un destino così remoto da suggerire nel dicembre del 1964 a Enzo Jannacci la strofa

“Andava a Rogoredo, el cercava i so´ danée, girava per Rogoredo, el vosava ‘me un strascée”.

[Andava a Rogoredo, cercava i suoi soldi, girava per Rogoredo, vestiva come uno straccivendolo]

La canzone è contenuta nel disco“La Milano di Enzo Jannacci”. La maggior parte dei brani sono cantati in dialetto e alcuni erano già stati pubblicati nei mesi precedenti su 45 giri. Andava a Rogoredo venne presentata dal vivo due anni prima nello spettacolo teatrale Milanin Milanon, allo storico Teatro Gerolamo il 14 dicembre 1962. La locandina spiegava con un sottotitolo l’idea della rappresentazione: “Ritratto di una città dal 1850 ai giorni nostri attraverso le sue canzoni e le sue poesie”. Da allora lo spettacolo venne ripreso più volte nei Giardini di Villa Comunale di via Palestro, nel Parco di Villa Litta ad Affori e, negli anni Novanta, nei Cortili del Castello Sforzesco. Molti attori si avvicendarono nel corso delle tante riprese: giovani, meno giovani e giovanissimi ma tutti rigorosamente di Milano.

“Milanin Milanon”: il manifesto della milanesità. Lo storico spettacolo torna in scena a Villa Clerici a cinquant’anni dalla sua prima rappresentazione [Cinque Giorni, 27 giugno 2012]
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5 risposte a CARTOLINE MUSICALI DA MILANO – Andava a Rogoredo

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