L’Olona. Milano città d’acqua

Milano. Viale Troya: L’Olona.
http://www.inognidove.it/milano/travel/via_troya_olona1.shtml

“E’vero, ogni famosa città soprattutto ricca di valori autentici che sono rimasti ben incisi nel libro della storia, tiene nascosti straordinari segreti spesso del tutto ignorati dagli stessi abitanti di quella metropoli. E’ il caso di Milano…che era di fatto una città interamente fluviale, attraversata da ben otto fiumi: il Lambro, l’Olona, il Seveso, il Sevesetto, la Molgora, l’Arno Lombardo, la Serenza, il Mirone; più tre canali. Insomma, una vera e propria città d’acqua. A Milano in quel tempo era molto più facile muoversi su barche che su carri e cavalli…Il vantaggio di una città attraversata da corsi d’acqua in tal numero favoriva l’istallazione di mulini con grandi ruote mosse dallo scorrere delle acque; lo scorrimento – rapido o lento – era regolato da chiuse e macchinamenti atti a elevare il livello dell’acqua e quindi a lasciarlo scorrere più rapido alla bisogna.

Dario Fo

Londra è attraversata dal Tamigi, a Parigi scorre la Senna, Roma è bagnata dal Tevere. Ogni grande città europea ha un fiume che le regala, come scriveva Giuseppe Ungaretti nel 1916, “La rara felicità di ripassare le epoche della mia vita”, atmosfera e romanticismo. E Milano? Il capoluogo lombardo sorge “in mezzo a molte acque”, tanto che da più parti si è cercato di interpretare il suo nome “medio-lanum” proprio come un’indicazione di questa sua posizione intermedia. I tanto conosciuti e frequentati Navigli, in realtà, non sono altro che un corso d’acqua artificiale. Milano ha infatti il suo fiume, che essendo oggi sotterraneo non si vede. L’Olona, che scorre invisibile sotto il manto stradale per tutto il suo percorso cittadino, è stato per secoli il “fiume di Milano” per antonomasia. Deviato dai Romani nel I-II secolo dal suo alveo naturale, raggiungeva la città col nome Vepra, attraversando il territorio di quella che sarebbe diventata Pero. Passava poi a nord per gli attuali quartieri Gallaratese, QT8 e Lampugnano, ricevendo nel tratto cittadino le acque dei torrenti Guisa e Nirone, intercettando all’altezza dell’attuale piazza Stuparich, il Lombra. Nel XII secolo venne portato all’altezza delle mura per contribuire all’allagamento della fossa e, alla fine del XVI, arrestato al tratto spagnolo e fatto confluire nella nuova Darsena. Le sue acque ne uscivano, così, mescolate a quelle del Naviglio Grande e della Martesana attraverso il cavo Ticinello e il naviglio Pavese che irrigava già le campagne. Dal 1722 il braccio terminale dell’Olona venne biforcato in due rami pressoché paralleli: l’Olona nuova che più tardi si chiamerà roggia Molinara e l’Olona vecchia.

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