L’omelia di Pasqua dell’arcivesco Angelo Scola. “Scienza e fede possono convivere”

“Mai la scienza rigorosa è nemica della fede autentica”. Con queste parole domenica 31 marzo l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha salutato i fedeli alla celebrazione della Messa di Pasqua. Alla vigilia della partenza del pellegrinaggio della Diocesi ambrosiana per salutare il nuovo pontefice a Roma, migliaia di persone si sono strette in Duomo per assistere alla funzione. “Può l’uomo di oggi, consapevole delle strabilianti scoperte della bioingegneria, delle neuroscienze, della microfisica dare credito ad un simile annuncio?” è stato uno degli interrogativi lanciati da Scola, aggiungendo: “Disincantati fin da bambini di fronte a tutto ciò che non è empiricamente verificabile, possiamo ragionevolmente aderire e prendere parte alla gioia dell’Alleluia Pasquale? Sì, se si mantiene alla ragione tutta la sua ampiezza”. Come molti scienziati credenti testimoniano, ha aggiunto, ” si scopre che mai la scienza rigorosa è nemica della fede autentica. Anche per l’uomo post-moderno, che giustamente si affida alle scienze e alle sofisticate tecnologie per scoprire come è fatta la realtà, la morte singolare di Cristo è veramente beata”.

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