Lea Garofalo, i funerali di una donna coraggiosa

Una foto dalla presentazione con l'associazione Libera“Denise, la figlia di Lea Garofalo, ha voluto che il funerale di sua madre si tenesse a Milano. Lo celebreremo in una piazza della città per testimoniare la vicinanza dei milanesi e di tutti coloro che, da ogni parte d’Italia combattono le mafie e la criminalità organizzata. Il giorno dei funerali sarà un momento di riflessione che coinvolgerà tutta la città. Lea Garofalo non era nata a Milano, ma in questa città era arrivata piena di speranze, qui ha avuto il coraggio di ribellarsi all’Ndrangheta diventando testimone di giustizia. Un coraggio che ha pagato con la vita”.

Così il Sindaco Giuliano Pisapia ha annunciato insieme al Presidente di Libera Don Luigi Ciotti che il funerale di Lea Garofalo si terrà nella mattinata di sabato 19 ottobre in piazza Beccaria. In occasione delle esequie, il giardino di via Montello sarà intitolato alla testimone di giustizia calabrese uccisa dalla ‘Ndrangheta nel 2009. A lei sarà anche dedicato il secondo festival dei Beni Confiscati che si terrà a Milano dall’8 al 10 novembre.

“Milano è in prima fila nella lotta contro le mafie e lo testimoniano anche le motivazioni con cui il Comune è stato ammesso come parte civile nel processo contro gli assassini di Lea. Il Tribunale ha riconosciuto come il Comune abbia concretamente ‘dimostrato di essere intervenuto con la propria attività amministrativa nel contrasto alle culture mafiose’”, ha concluso il Sindaco.

Per i funerali Milano si colorerà con tremila bandiere gialle con la scritta ‘Vedo, sento, parlo’, e verranno distribuiti i segnalibro ideati dalla figlia Denise su cui sarà scritto: ‘In ricordo di Lea, la mia giovane mamma, uccisa per il suo coraggio’.

”E’ un segno positivo dell’importanza della cultura come forma di contrasto della cultura criminale e mafiosa”, ha sostenuto don Ciotti che ha poi sottolineato che sabato ”l’importante è esserci. Milano non è immune alle infiltrazioni, ma con questa amministrazione ha creato argini forti”.

Per il delitto di Lea Garofalo, nel maggio scorso, la Corte d’Assise d’Appello di Milano, ha confermato quattro ergastoli, anche nei confronti dell’ex compagno della donna, Carlo Cosco.

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