Studente pestato in Statale, scarcerato il giovane arrestato per ulteriori approfondimenti

Per giungere ad una piu’ esatta ricostruzione dei fatti e’ necessario ascoltare altri testimoni. Con questa motivazione sì il gip di Milano, Alessandra Simion, ha provveduto alla scarcerazione di Simone Di Renzo, uno dei due giovani arrestati oltre un mese fa con l’accusa di aver picchiato a sangue un altro studente alla Statale di Milano. Il testimone oculare avrebbe, infatti, ritrattato le sue precedenti dichiarazioni, non consentendo come spiega dil gip di

“escludere che Di Renzo abbia fatto parte del gruppo degli aggressori, partecipando concretamente al pestaggio”.

In ogni caso, il pm Piero Basilone, che aveva chiesto anche lui la scarcerazione del giovane, ha sottolineato che Di Renzo nei suoi interrogatori

”ha indubbiamente offerto delle prospettive di approfondimento investigativo, oggetto di verifica attraverso il successivo compimento di atti di indagini nel frattempo delegati”.

si è ritenuto quindi di vagliare attentamente quanto dichiarato dal ragazzo scarcerato

”mediante l’audizione delle persone da lui indicate”.

Il giudice, comunque, non ritiene che siano venuti meno i gravi indizi di colpevolezza a suo carico, ma considera attenuate le esigenze cautelari,  considerando anche l’atteggiamento collaborativo e corretto del giovane. Da qui la scarcerazione con l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria tre volte a settimana.

”Si e’ detto e scritto molto, troppo su questa vicenda”, ha affermato il legale Eugenio Losco commentando la scarcerazione. “Tralasciando la questione della strumentalizzazione della notizia per criminalizzare il movimento studentesco e ‘no tav’, quello che deve essere sottolineato e’ che ancora una volta il meccanismo della giustizia mediatica si dimostra per quello che e’: un mezzo feroce di giustizia sommaria”.

Questo ragazzo, ha aggiunto l’avvocato,

“era già stato giudicato e condannato come spietato picchiatore, ha trascorso 45 giorni in una cella di due metri per tre, condivisa con altri 5 detenuti, in condizioni che sarebbero illegali anche per i maiali in allevamento. E oggi scopriamo – ha proseguito il difensore – che l’unica persona che lo accusava, risentita dagli investigatori, in realta’ non lo aveva visto partecipare all’ aggressione. Molti e inquietanti dubbi sorgono e ci sara’ il tempo per scioglierli, uno per uno, ma resta una certezza: Simone non meritava tutto questo”.

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