A gennaio chiude Forma, il tempio milanese della fotografia

La cultura perde pezzi. Giovedì 17 ottobre, in occasione della celebrazione del decimo anno di vita della Fondazione Forma per la fotografia, arriva la notizia. Mentre viene presentata la mostra in programma -che raccoglie il meglio delle oltre 80 esposizioni realizzate nel corso di otto anni passati nella sede di piazza Tito Lucrezio Caro- il presidente della fondazione Roberto Koch annuncia la chiusura dello spazio per mancanza di fondi.
Un luogo che ha visto passare autori della storia della fotografia, da Richard Avedon a Henri Cartier-Bresson, passando per Mimmo Jodice e Gianni Berengo Gardin, lascia uno stabile che ha fatto la sua storia, di proprietà di ATM, per la mancanza di un accordo di locazione.

“Dobbiamo prendere atto che né la presidenza della ATM, né la Giunta del Comune di Milano hanno voluto riconoscere il giusto valore strategico al progetto Forma, e non hanno purtroppo trovato le modalità di sostegno del nostro progetto sull’edificio che abbiamo animato per oltre 8 anni, coprendo tutte le spese con nostre risorse”.

Il prossimo 12 gennaio Forma chiuderà i battenti e sposterà le sue attivita’ in via Piranesi. Troppa “indifferenza” da parte del Comune e delle autorita’ cittadine e un affitto troppo “oneroso” hanno spinto il presidente Koch allo stop. La risposta dell’amministrazione Pisapia non si fa attendere:

“Le scelte di un soggetto privato, che ha sempre rivendicato orgogliosamente la propria autonomia progettuale e gestionale, non possono in alcun modo essere imputate a supposti mancati interventi da parte del Comune o di altri enti pubblici milanesi”.

Le replica di Koch è chiara:

“L’attivita’ di Forma e’ sempre stata impostata con vocazione pubblica. Forma e’ stato in questi anni l’unico luogo dedicato alla fotografia del nostro Paese, ha collaborato con reciproco apprezzamento con le piu’ importanti realta’ analoghe europee. Solo che dalle autorita’ cittadine e della Regione non e’ venuto mai in nessun momento il giusto riconoscimento della importanza del luogo”.

La ristrutturazione della sede, un immobile di proprieta’ dell’Atm, per

“portare a Milano i grandi protagonisti della fotografia mondiale e’ stata “una scelta di passione per la citta’ e per l’Italia, che avrebbe meritato un diverso apprezzamento. Se non e’ interesse della citta’ di Milano – conclude il presidente della fondazione- preservare per il proprio territorio una realta’ viva e importante, non possiamo che prenderne atto”.

L’assessore alla cultura, Filippo Del Corno, intervenendo nel dibattito, si dispiace

“che Forma abbia disdetto il contratto di affitto sottoscritto con Atm, perche’ in questo modo Milano perde uno spazio espositivo importante che era diventato uno dei punti di riferimento per la fotografia in citta’”.

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