Il teatro milanese saluta Zuzzurro e Piero Mazzarella

Teatro milanese in lutto dopo la morte, a poche ore di distanza l’uno dall’altro, di due protagonisti delle scene meneghine: Piero Mazzarella e Andrea Brambilla, in arte Zuzzurro.

IL “GRANDE VECCHIO” DEL TEATRO ITALIANO – Mazzarella era nato a Caresana, in provincia di Vercelli, il 2 marzo del 1928. Trasferitosi a Milano in una casa di ringhiera, aveva imparato la parlata del popolo, il vociare tipico delle corti degli anni Trenta. Questa umanità, uno sguardo ironico sulla realtà e il dialetto divennero elementi essenziali di una carriera teatrale lunga decenni e costellata da grandi successi. Fu amato da Giorgio Strehler, che lo volle nel suo famoso spettacolo «El nost Milan», nel 1961. Anche Federico Fellini lo avrebbe voluto in «Amarcord» e «La voce della Luna», ma Mazzarella preferì declinare queste proposte per non lasciare senza lavoro la sua compagnia teatrale.

“Piero Mazzarella è stato uno dei più grandi protagonisti del teatro italiano, un artista che ha regalato al pubblico 242 commedie che con grande orgoglio, come lui stesso ricordava, sapeva ancora tutte a memoria. Mazzarella ci ha sempre mostrato le sue grandi doti di attore, ma anche quelle qualità umane tipicamente milanesi. Piero Mazzarella, a cui nel 1974 il Sindaco Aniasi conferì la Medaglia d’Oro di Civica Benemerenza, era figlio dei vecchi palazzi di ringhiera, dove ha assorbito fin da subito il dialetto milanese e  dove tutti si davano una mano, si aiutavano, dove c’erano pochi soldi ma tanta solidarietà”, ricorda il Sindaco Giuliano Pisapia. “Mazzarella, con grande maestria e allo stesso tempo con grande naturalezza, sapeva far ridere e commuovere, sapeva arrivare al cuore del pubblico in maniera semplice ma con messaggi profondi. Un vero artista dal sapore autentico. Come autentici erano i suoi personaggi, penso ad esempio al Tecoppa. L’eco dei suoi spettacoli in dialetto milanese, risuonerà per sempre”.

Foto 1ADDIO AL COMMISSARIO DELLA RISATA – “Zuzzurro e Gaspare da adesso non ci sono più. Punto”. Così Nino Formicola, in arte Gaspare del duo comico Gaspare e Zuzzurro, annuncia sulla sua pagina Facebook la morte dell’amico e partner Andrea Brambilla, deceduto all’Istituto tumori di Milano dove era ricoverato dal 7 ottobre per un tumore ai polmoni. Aveva compiuto 67 anni. Per il celebre duo della comicità il debutto sul palco risale al 1976 al Derby di Milano. Nel piccolo schermo è un crescendo continuo, prima in Rai, poi su Antenna 3. Ma è al “Drive in” che la coppia vive i suoi anni d’oro, con quel “Ce l’ho qui la brioche” pronunciato da Zuzzurro divenuto un vero e proprio tormentone. Poi ancora teatro, fino all’ultimo spettacolo “Non c’è più il futuro di una volta 2.0” che doveva debuttare a metà ottobre.

FB NINO FORMICOLA

“Ieri sera ha avuto una crisi ed oggi lo hanno sedato – dice commosso Formicola, che era all’ospedale con la moglie e i figli di Brambilla – Andrea è morto poco prima delle 22. Tra qualche mese sarebbero stati 40 anni che ci conoscevamo. Gli avevano diagnosticato il tumore al polmone in febbraio. Lui ha affrontato la malattia con grande piglio ed energia. Devo essere onesto, pensavo di essere preparato ma non è così. Mi sono reso conto che per quanto uno possa essere lucido, razionale, cinico, non c’è nulla da fare”, aggiunge.

Il Commissario lascia per sempre l’impermeabile.

“Ci ha fatto ridere – ha detto Pisapia -. Ci ha mostrato sul palcoscenico il volto dell’ironia. E in questi mesi ci ha insegnato come la sua grande passione, il teatro, lo abbia aiutato ad affrontare fino all’ultimo una malattia crudele e inesorabile. Andrea Brambilla si era messo a disposizione di Milano, con cui aveva un forte legame: mi aveva presentato un progetto teatrale per giovani e studenti, che non e’ stato possibile realizzare. Ho visto Zuzzurro anche in scena a teatro e così lo voglio ricordare, come una persona capace di utilizzare una comicità mai scontata per instaurare un rapporto diretto con il suo pubblico. Dote che appartiene ai grandi artisti”.

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