Scola a Kirill: “Il dialogo oltre le incomprensioni storiche”

La chiesa ortodossa di Mosca è molto sensibile a quanto accade in Medio Oriente. Così a Radio Vaticana l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, di ritorno da una visita a Mosca, dove ha incontrato il patriarca Kirill. Il ruolo degli ortodossi nel processo di pace nella zona, è

“molto deciso e di questo si è parlato con il Patriarca Kirill: loro si sono rivelati molto sensibili, credo anche per la loro drammatica esperienza sotto il comunismo. Sono molto più attenti di noi, hanno una forte sensibilità nei confronti dei cristiani in sofferenza. Direi che è veramente un po’ superiore alla nostra”.

Il clima dell’incontro, ha ribadito Scola, è stato molto cordiale.

“La sua considerazione dell’azione di Papa Francesco è stata molto, molto elevata. Nel dialogo durato più di un’ora, è emersa con forza soprattutto l’urgenza dell’unificazione in vista della proposta cristiana nel mondo di oggi: un mondo che è in travaglio e che proprio per questo domanda senso di vita”.

Scola ha, poi, sottolineato come per comprendere tempi e modi di un incontro tra il Santo Padre ed il Patriarca Kirill

“bisogna essere meno preoccupati alle strategie politico-pragmatiche ed andare invece più a fondo a questa urgenza missionaria che la Chiesa di oggi scopre sempre più dentro di sé, e che certamente è un potente fattore di unificazione tra noi ed i nostri fratelli ortodossi”.

L’arcivescovo meneghino ha, quindi, ricordato l’anno di celebrazioni a Milano per i 1700 anni dell’editto di Costantino (anniversario che ha visto impegnato anche il Patriarca Kirill alle manifestazioni a Nis, città natale dell’Imperatore) perchè

“la questione della libertà religiosa rimane aperta. Ci sono molte correnti di pensiero e iniziative legislative secondo le quali una giusta laicità si può ottenere solo neutralizzando lo spazio pubblico delle religioni. Nella società plurale, senza forzare nessuno, chiediamo la libertà – per noi e per tutti – di fare la proposta cristiana in tutta la sua interezza e concretezza”.

Rivolgendosi ancora a Kirill, Scola ha spiegato che quanto si sta facendo nel capoluogo lombardo per vivere una comunione più grande con le chiese ortodosse, e in particolare quelle legate a Mosca, rappresenta un segno prezioso.

“Sta nascendo un ecumenismo di popolo, fedeli cattolici e ortodossi si stanno conoscendo sempre più. il dialogo non è più solo legato ad aspetti dottrinali o storici, ma sta passando tra la base, tra i fedeli”.

 

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