Susanna Camusso dal palco della manifestazione: “Senza risposte la mobilitazione prosegue”. A Milano si chiude la settimana di protesta deisindacati contro la Legge di Stabilità

Con gli scioperi e le quasi cento manifestazioni che si sono svolte venerdì 15 novembre in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, si è conclusa la settimana di mobilitazione unitaria, promossa da Cgil Cisl Uil, per cambiare la legge di Stabilità. Il segretario generale della confederazione di Corso d’Italia, Susanna Camusso, ha chiuso la manifestazione partita da corso Venezia in piazza della Scala, annunciando che se non ci saranno risposte la mobilitazione proseguirà.

“Non chiediamo mille cose – ha detto il leader della Cgil – ne stiamo chiedendo tre: spostare le risorse di chi ne ha di più verso il lavoro e le pensioni, risanare la spesa pubblica e riaprire la contrattazione nel pubblico impiego. Non chiediamo la luna. In queste settimane c’è stata, però, disattenzione da parte del governo alle nostre proposte, ma noi non ci fermeremo e se non ci saranno risposte continueremo la mobilitazione. Siamo, infatti, convinti che se non si risponde al problema del lavoro il Paese non ce la farà. Il Paese è allo stremo e ha bisogno di risorse e la legge di Stabilità è in continuità con il passato di questi anni, col risultato che staremo ancora peggio”.

Gli scioperi hanno fatto registrare un’alta adesione in tutti i settori, dal nord al sud del Paese. Le rivendicazioni alla base della mobilitazione di Cgil Cisl Uil, sintetizzate in una piattaforma, mirano a colpire sprechi e rendite per dare più risorse ai lavoratori e ai pensionati.

”Il governo non ci racconti che c’è la crisi, sono sei anni che lo diciamo” e soprattutto ”ha promesso tante cose, ne faccia almeno una. Il governo non ci dica che c’è la ripresa nel 2014, la ripresa ci sarà quando un lavoratore non avrà più paura di perdere il posto di lavoro il giorno dopo”, sottolinea Camusso dal palco.

La numero uno della CGIL si dice

“costernata dei continui annunci che c’è la ripresa, annunci che costantemente corrispondono a maggior recessione e ulteriore perdita del Pil del paese”.

A suo avviso, infatti,

”non si può dire che c’è la ripresa se ci sono due sedute di borsa positive o se lo spread scende di due punti, quando tutti sappiamo che in assenza di provvedimenti, negli anni prossimi la previsione sulla occupazione è di ulteriore diminuzione”.

Da qui la sola richiesta che Cgil Cisl e Uil fanno al Governo:

”Aumentiamo il reddito dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e attraverso ciò diamo la possibilità di ripartire alla domanda aggregata e quindi alla produzione”.

I sindacati chiedono, infatti, misure per diminuire le tasse sui lavoratori e sui pensionati, così come risorse per rivalutare le pensioni, insieme all’adozione di iniziative per affrontare i nodi irrisolti nella Pa e dare efficienza alla spesa pubblica. Il tutto attraverso un dettagliato ventaglio di proposte che mirano, tra le altre cose, al taglio degli sprechi e dei costi della politica. Proposte quindi per cambiare radicalmente la legge di Stabilità e dare così quelle risposte necessarie per far ripartire il Paese.

”La pioggia non ci aiuta ma in questo paese sta piovendo da tempo. No ad una Legge di Stabilità – ha detto Camusso – che guarda solo al debito pubblico e poi c’è una politica che lo fa aumentare. Non può continuare a raccontare una realtà che non c’è bisogna raccontare quella vera. Siamo un paese strano – ha proseguito – siamo il paese delle pensioni d’oro, il paese dove i manager guadagnano il triplo dei manager tedeschi senza meritarlo”. Quanto alla legge di stabilità ”è in continuità con questi ultimi anni è una legge che ci farà stare ancora peggio”.

A Milano, dove le percentuali di adesione hanno toccato punte del 70%, circa 10.000 persone hanno sfilato sotto una pioggia battente fino a piazza della Scala, dove ha parlato, a nome delle tre confederazioni, il Segretario generale della CGIL. Alla manifestazione meneghina ha partecipato anche Raffaele Bonanni, Segretario generale della CISL, che ha dichiarato:

”In risposta alla crisi occorre  mettere in pratica gli accordi di Genova firmati con Confindustria. Per un rilancio dell’iniziativa produttiva serve ‘non piangere sul latte versato ma fare altro latte”.

Nonostante il maltempo, che non ha dato tregua ovunque, alta la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori anche nei cortei delle altre province: 4000 a Brescia, 2500 a Bergamo, 1000 sia a Varese che a Monza e a Lecco, 800 a Como. Su tutti i palchi si è dato ampio spazio agli interventi di delegate e delegati delle aziende e dei settori maggiormente colpiti dalla crisi.

Graziano Gorla, segretario della Camera del Lavoro di Milano, dichiara a margine del corteo

“Sono soddisfatto per la riuscita dello sciopero, riuscita che i primi dati in nostro possesso ci confermano. Dopo le importanti manifestazioni che si sono tenute in tutta Italia e la riuscita dello sciopero generale ora il governo non puo’ non tenere conto  che c’è una grande parte del paese che chiede i cambiamenti auspicati da Cgil Cisl Uil”.

Speriamo che l’appello forte lanciato oggi dal mondo del lavoro,

“sia concretamente recepito nei palazzi dove si prendono le decisioni, e che queste si colleghino sempre di più al paese reale”, commentano i tre Segretari generali di CGIL CISL UIL della Lombardia Nino Baseotto, Gigi Petteni e Walter Galbusera, che hanno espresso soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero e delle manifestazioni in tutti i territori della regione.


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