Gli origami di Alda Merini contro la violenza sulle donne

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Ogni mattina

Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
soffiato ebrietudine di vita,
ma qualcosa lo tiene a terra,
una lunga pesante catena d’angoscia
che non si dissolve.
Allora mi alzo dal letto
e cerco un riquadro di vento
e trovo uno scacco di sole
entro il quale poggio i piedi nudi.
Di questa grazia segreta
dopo non avrò memoria
perché anche la malattia ha un senso
una dismisura, un passo,
anche la malattia è matrice di vita.
Ecco, sto qui in ginocchio
aspettando che un angelo mi sfiori
leggermente con grazia,
e intanto accarezzo i miei piedi pallidi
con le dita vogliose di amore.

Il 25 novembre a Milano è sbocciata la primavera. In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il piazzale del Museo della Scienza e della Tecnica si è trasformato in un giardino fiorito. Cinquemila origami rosa nati dai versi di Alda Merini, scomparsa nel 2009, hanno colorato l’ingresso del Museo, testimoniando la potenza della rinascita contro l’in(f)verno della violenza. La poetessa milanese è stata scelta non solo per il suo forte legame con la città ma anche come esempio di donna che non si arrese mai alle percosse subite dal marito quando tornava a casa ubriaco. Trovando nella propria persona la forza per reagire al dramma e far sbocciare, anche nella poesia, una nuova primavera di vita.

Gli origami di Alda Merini contro la violenza sulle donne

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