Milano città dell’accoglienza per 1600 siriani

I milanesi stanno dando prova della loro solidarietà nei confronti dei profughi siriani, pur non avendo avuto indicazioni a livello nazionale. Così l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, alla presentazione del XXIII Rapporto ‘Immigrazione Caritas Migrantes’, nella mattinata di venerdì 31 gennaio presso la sede della Caritas Ambrosiana.
”Nel corso dell’inverno abbiamo accolto oltre milleseicento siriani. Abbiamo creato una ‘zona
umanitaria’, perché non potevamo tollerare che i bambini dormissero sdraiati sul marmo della stazione Centrale. Questo è il racconto di quello che si deve fare. Nessuno ce l’ha chiesto, ma è stata la comunità milanese che l’ha fatto senza avere indicazioni a livello nazionale. Quest’assenza a me spaventa molto”, ha detto Majorino.
Ricordando, tra le altre cose, l’apertura pochi giorni fa del primo portale a livello nazionale che mappa le scuole e i corsi d’italiano gratuiti per stranieri (Milano.italianostranieri.org). ”Un primo passo che anticipa l’apertura il prossimo ottobre del Centro della Culture Migranti in via Scaldasole 5, a Milano”.

Alla fine di ottobre 2013, osservava il vicedirettore di Caritas ambrosiana, Luciano Gualzetti, «la situazione rischia di diventare esplosiva senza un piano nazionale. Prevediamo che altri profughi arriveranno a Milano, ma anche nelle altre grandi città del Nord Italia. Come era già successo due anni fa con i nordafricani, anche in questo caso, queste persone non intendono fermarsi in Italia, ma al momento sono bloccate nel nostro Paese dalle normative europea sull’asilo», richiamando l’attenzione su un piano di emergenza umanitaria. «La situazione è molto complessa -spiegava don Roberto Davanzo, direttore di Caritas ambrosiana -. Queste persone, in gran parte, vogliono raggiungere parenti e amici sparsi in Europa e quindi non hanno alcun interesse a chiedere aiuto e protezione nel nostro Paese, perché sanno che, se dovessero presentare domanda di asilo da noi, in virtù degli accordi di Dublino sui rifugiati politici, verrebbero rimandate indietro qualora fossero intercettate fuori dai confini italiani».

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