Università, la Statale di Milano compie 90 anni

Foto: Paolo Salmoirago

L’Università degli Studi di Milano compie 90 anni. Una ricorrenza che ha celebrato martedì 11 febbraio con l’inaugurazione dell’anno accademico, dopo 13 anni che tale cerimonia non veniva tenuta. Punto centrale della giornata la laurea honoris causa in Chimica e tecnologie farmaceutiche conferita al fondatore dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, ex alunno dell’Ateneo e simbolo dell’impegno nella ricerca.
Un anniversario che l’ateneo celebra con un bilancio annuale di 700 milioni di euro, 64 mila studenti, 1200 assegnisti di ricerca, 2163 ricercatori e professori, 208 invenzioni protette dal 1992, 10mila laureati l’anno, 7600 pubblicazioni l’anno e 4 nuovi corsi di laurea in inglese.
”L’università deve essere un laboratorio laico e pubblico di pensiero, aperto a tutti. Vogliamo conservare la nostra connotazione multidisciplinare. La ricerca va coltivata in piena autonomia, e ogni ricercatore deve poter esplorare percorsi innovativi e originali”, – ha detto nella prolusione iniziale il rettore Gianluca Vago. E’ fondamentale, continua Vago, ”insistere sul valore civile della ricerca e della scienza e del metodo scientifico, che portano ad un arricchimento della società. Bisogna ascoltare tutti senza violenza”.
Un riferimento, quello del Rettore, alle intimidazioni e alle minacce subite dai ricercatori della Statale e da Garattini da parte di gruppi animalisti, di cui oggi si temevano nuove proteste che invece non ci sono state. Solo alcuni studenti, durante la cerimonia ma fuori dall’aula magna, hanno srotolato un grande lenzuolo bianco su cui denunciavano ”tagli, privati, lobby, precarietà, Expo e polizia”, tutte cose per cui ”non c’è niente da festeggiare”.
Anche il filosofo Giulio Giorello ha parlato dell’importanza della libertà nella ricerca. ”La nostra università – sottolinea – è viva e potente, anche se a volte umiliata da una cappa burocratica. La ricerca non può essere bloccata da forme di intervento esterno, da atteggiamenti autoritari dall’alto e dal basso. La lezione dell’università è di non violenza. Non chiediamo concessioni, ma i diritti che ci spettano, e se non ce li danno, ce li prenderemo”.

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