Milano, blitz nella notte dei “No Tav: corteo fra tensioni e vandalismi

Migliaia in piazza, dalla Val di Susa alla Sicilia, per ribadire il no alla Tav Torino-Lione e alle “grandi opere inutili” e per chiedere la liberazione di “Chiara, Matteo, Claudio, Niccolò”, in carcere con l’accusa di terrorismo per l’assalto al cantiere di Chiomonte (Torino) in cui si scava il tunnel geognostico per la futura ferrovia. La giornata nazionale di mobilitazione promossa per sabato 22 febbraio dal movimento di opposizione all’alta velocità ha coinvolto migliaia di persone in tutta Italia.
Spray sulle facciate dei palazzi, adesivi, telecamere danneggiate e coperte da vernice sono il risultato del passaggio del corteo a Milano. Due manifestanti si sono arrampicati su una gru all’interno del cantiere della metropolitana M5 davanti al cimitero Monumentale, hanno esposto uno striscione dei No Tav in cima e hanno fatto esplodere due grossi petardi alla base della struttura. Altri hanno provato a danneggiare le recinzioni dell’Info point Expo in piazza Cairoli, coprendo l’installazione di adesivi e scritte con lo spray.
Vernice anche sulle vetrine di alcune banche. Il sindaco Pisapia è intervenuto con una nota: “Il diritto a manifestare il dissenso deve essere difeso e garantito, si tratta di un diritto fondamentale per il quale mi sono sempre battuto. Nessuno però può permettersi di considerare una manifestazione, che è legittima in quanto pacifica, come l’occasione per deturpare e danneggiare la città o, peggio, per azioni violente”. Il corteo, a cui hanno
preso parte circa un migliaio di persone, è iniziato attorno alle 15 in piazza XXV aprile, ha attraversato le vie della città, costeggiato il parco Sempione e il carcere di San Vittore, dove alcuni attivisti hanno lanciato all’interno delle mura di cinta grossi petardi. Tav: lanciati petardi dentro carcere San Vittore a Milano
“Vi siamo vicini – hanno urlato nel megafono ai detenuti, affacciati alle finestre per salutare – i veri criminali sono altrove”. Il muro del penitenziario è stato imbrattato utilizzando estintori riempiti di vernice, gli stessi usati giovedì notte per il raid vandalico contro le sedi de Il Sole 24 Ore, del Corriere della Sera, del Giornale, del Giorno e di Radio Deejay.

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