Stanze del buco, i Radicali ci riprovano

Aprire a Milano le “stanze del buco”, luoghi dove assumere stupefacenti in condizioni igieniche accettabili e sotto la supervisione di personale sanitario specializzato. Capofila della mozione depositata in aula il radicale Marco Cappato, che ha trovato seguito anche nei consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà Luca Gibillini e Mirko Mazzali, in Anita Sonego di Federazione della Sinistra e in Rosaria Iardino del Partito Democratico.
La proposta, duramente osteggiata dal centrodestra, non viene supportata in realtà nemmeno dalla maggioranza del centrosinistra. E, per ora, sembra avviata a restare sulla carta. Il testo depositato martedì 11 marzo impegna la giunta Pisapia ad aprire, entro sei mesi dall’approvazione del documento, tre «stanze salvavita da iniezione», in spazi pubblici inutilizzati, «secondo criteri di minimo impatto con il tessuto abitativo esistente» e vicini a strutture sanitarie. L’idea è di importare a Milano un’esperienza già diffusa in realtà in altri Paesi europei come Svizzera, Germania, Olanda.
Che si tratti di una battaglia di civiltà o della possibilità di far calare i rischi di siringhe e spaccio per la strada, il tema non è nuovo.

“La mozione riprende il testo della proposta di iniziativa popolare sottoscritta da oltre 5.000 cittadini che era stata bloccata dai Garanti del Comune”, precisa Cappato, sottolineando come “nel momento in cui diversi indicatori fanno prevedere un ritorno del consumo di eroina, Milano deve guardare alle migliori esperienze europee che hanno rimosso i pregiudizi ideologici alla riduzione dei danni sanitari del consumo di droghe”.

A maggio di due anni fa l’apertura delle narcosale fu, infatti, uno dei cinque quesiti referendari a sostegno dei quali i Radicali raccolsero oltre seimila firme. Il Pd critica l’approccio al tema: “Su tematiche così complesse serve uno sguardo ampio e strategico e non una mozione spot che sa di slogan”, dice il capogruppo democratico a Palazzo Marino, Lamberto Bertolé. Per Forza Italia Giulio Gallera chiede di “puntare più sulla lotta allo spaccio” e invita Pisapia a non ascoltare chi “nella sua maggioranza in nome dell’ideologia vuole trasformare Milano nello Zoo di Berlino”, citando il film diretto da Uli Edel nel 1981, ispirato alla storia di Christiane Vera Felscherinow.

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