Il tempio del gusto di Eataly sbarca a Milano

Il tempio del gusto sbarca a Milano. E’ stato inaugurato questa mattina negli ex locali dello storico Teatro Smeraldo “Eataly”, lo store della gastronomia italiana di qualità di Oscar Farinetti. A tagliare il nastro insieme a lui, il sindaco Giuliano Pisapia, il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e il patron di Slow Food Carlo Petrini, alla presenza di centinaia di cittadini curiosi e di personaggi della politica e del mondo dello spettacolo, come lo stilista Elio Fiorucci, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il cantante Alberto Fortis che si è esibito al pianoforte, il proprietario dello Smeraldo Gianmarco Longoni, l’ex sindaco Letizia Moratti e il cantante Ricky Gianco. Sono oltre 300 i dipendenti che lavorano nei tre piani del palazzo, dove sono presenti anche una libreria e un palco che sarà animato ogni giorno da esibizioni di artisti e cantanti. “Abbiamo ridato vita allo Smeraldo e a questa piazza che ha sofferto per anni a causa dei lavori interminabili”, ha detto Farinetti. “Con Eataly Smeraldo, Milano conferma una volta di più la forza di una città che non si arrende alla crisi, ma che rilancia dimostrandone la sua attrattività. Milano attira investimenti, crea lavoro, rilancia il meglio di se stessa. Eataly Smeraldo è uno dei tanti tasselli di un mosaico con cui la nostra città, e con lei tutto il Paese, torna a valorizzare i propri punti di eccellenza: l’alimentazione, il made in Italy, lo stile italiano. Milano è, infatti, il luogo dove questo patrimonio di gusto e di stile trova gli strumenti per essere rilanciato nel mondo, con un sistema imprenditoriale connesso cIl Mercato di Eataly Smeraldoon le istituzioni e con la creatività della città”, – ha detto il sindaco Pisapia. “Eataly Smeraldo è la dimostrazione di come tutta Milano si stia preparando concretamente ad Expo”, ha concluso. A margine dell’inaugurazione, Carlo Petrini ha annunciato la nascita in Africa entro due anni di 10 mila orti coltivati dalle popolazioni locali, realizzati dai soci africani di Slow Food che sul continente sono oltre 50
mila. Sarà proprio Eataly  ad entrare attivamente nel progetto. “La nostra civiltà – ha detto Petrini – in Africa ha rubato e sta continuando a farlo. Noi vogliamo iniziare a fare il contrario e iniziare a restituire loro qualcosa. Saranno i giovani africani a prendersi cura delle loro terre”.

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