Steve McCurry a Monza: una mostra che va “Oltre lo sguardo”

La pazienza, la curiosità, il non sprecare tempo quando si trova una buona storia, la capacità di ascoltare e la squadra giusta. Sono bastati questi ingredienti in valigia, oltre alla macchina fotografica, qualche rullino e pochi vestiti, a Steve McCurry. Da più di trent’anni il fotografo originario di un sobborgo di Philadelphia è una delle voci più rappresentative del reportage, grazie a un lavoro che spazia dai conflitti alle culture in via di estinzione, dalle tradizioni al mondo contemimageporaneo. Mettendo sempre a fuoco l’elemento umano che ha fatto del suo scatto più celebre “La ragazza afgana” (1984) pubblicata sulla copertina di National Geographic, un’immagine iconica della sofferenza dei profughi. A cinque anni dall’esposizione milanese a Palazzo della Ragione nel 2009, la Villa Reale di Monza ospita fino al 6 aprile 2015 la mostra “Oltre lo sguardo”. Un viaggio attraverso i luoghi, indietro nel tempo e nella storia, alla scoperta dell’umanità e un viaggio alla scoperta di una professione. Nelle sale appena restaurate, grazie all’allestimento-installazione di Peter Bottazzi, si viene assorbiti nei mondi, nei colori e nelle realtà degli scatti del maestro, tra immagini famose e passate alla storia e altre esposte per la prima volta al pubblico.

Foto di grandi dimensioni che si arrampicano su scale a pioli o sono poggiate sul pavimento o su strutture di legno in maniera invadente, obbligando il visitatore a crearsi un proprio percorso visivo, ad essere artefice del proprio viaggio, a piegarsi per passare tra le immagini, in un “ping-pong” di sguardi, senza poterne rimanere indifferente. Un viaggio attraverso i luoghi, indietro nel tempo e nella storia, alla scoperta di volti dimenticati, dall’India -primo paese visitato negli anni ’70 con uno zaino in spalla-, alla Birmania, dagli Stati Uniti dopo l’11 settembre alle Ande, riflesse negli occhi dannatamente verdi e bagnati dalle lacrime di un bimbo che si punta una pistola giocattolo alla tempia. Un viaggio accompagnati dal suono dei video disseminati nelle sale che raccontano una professione nella quale è

“necessario farsi guidare dalla passioni e circondarsi delle persone giuste, perché a volte in un contesto a noi estraneo può bastare poco, una parola o un gesto sbagliato, per fare la differenza tra la vita e la morte, tra la gioia e il dolore”, spiega McCurry.

Dalla ragazza afghana al minatore, dalle rotaie senza inizio ne’ fine di Rio De Janeiro ai 12 scatti realizzati per il nuovo calendario Lavazza, in ognuna delle immagini si ritrovano la curiosità e la pazienza di un professionista che va oltre la bella fotografia per cercare in uno sguardo il ritratto di un popolo:

“Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te”.

imageLe “massime” di Steve:

– Avere la squadra giusta, di cui ci si può fidare, la vita di un reporter dipende dall’equipe che lo segue

– Limitare le giornate di viaggio per trovare il più velocemente possibile una storia

– Impegnare il tempo nelle fotografie e, se buono, stare sul pezzo poiché spesso il viaggio offre più occasioni di fare ottime fotografie rispetto alla destinazione finale

– Prendere parte alla conversazione, viaggiare e fotografare in lungo e in largo per il mondo con l’unico scopo di documentare storie

– Seguire la passione, è necessario essere coinvolti e amare i posti in cui si sta per ottenere un buon risultato

Quando Dal 30 ottobre 2014 al 6 aprile 2015

Dove Villa Reale di Monza – Secondo Piano Nobile

Orari Martedì – Venerdì dalle ore 10 alle 18. Sabato, Domenica e festivi dalle ore 10 alle 19. Lunedì chiuso (tranne lunedì 8 Dicembre dalle 10 alle 18)

http://www.mostrastevemccurry.it/mostra.html

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